Calcio, dopo il pareggio con la Poggio Fidoni, Cinti racconta la sua storia

  • 09/10/2017

Dopo una partenza rallentata, il cammino della LUISS in Promozione procede spedito: i ragazzi di mister Rambaudi hanno inanellato una serie di risultati positivi in pochi giorni, anche grazie ai nuovi innesti.

Federico Cinti è fra questi: 20 anni, al secondo anno della facoltà di Giurisprudenza, terzino sinistro, ha giocato nella Lazio fino a 17 anni, poi si è trasferito un anno alla Fiorentina per poi tornare nella Lazio in Primavera.

“Sono andato poi un anno e mezzo in D in prestito fra Trastevere calcio e Flaminia Civita Castellana – ci racconta Federico – L’ultimo anno ho giocato in serie D”

Con un curriculum come il tuo, come è nata la decisione di  giocare nella squadra della LUISS in Promozione?

“Avevo delle offerte in estate da altre società di serie D e qualche spiraglio in Lega Pro, ma quando ho saputo della possibilità di intraprendere questo percorso calcistico e accademico non ci ho pensato un attimo e ho cercato subito di mettermi a disposizione della società. Già dal periodo estivo, tramite i contatti che avevo avuto con i dirigenti (approfitto per ringraziare della fiducia Leo Cisotta, mister Rambaudi, Simone Rambaudi e tutti gli altri che lavorano per SSD LUISS) avevo capito la serietà e l’importanza di questo progetto”.

Che ambiente hai trovato, come ti hanno accolto?

“L’ambiente che ho trovato è fantastico, un gruppo davvero unito di amici che remano dalla stessa parte verso l’obiettivo. Vedere anche ragazzi già laureati come Lorenzo Pillot o Di Brizzi, per citarne due dei tanti, così attaccati alla maglia e agli ideali di questa squadra, mi ha colpito veramente.

Cosa significa per te “Dual Career”?

“Sin da quando giocavo nella Lazio ero uno dei pochi a frequentare il liceo classico, il tempo per studiare è sempre stato poco ma sono convinto che un giocatore di livello importante debba possedere delle qualità morali ed essere una testa pensante prima di essere bravo tecnicamente  o tatticamente. Lo scorso anno ho regolarmente svolto gli esami nonostante gli impegni in serie D fossero molti ma devo dire che sono contentissimo perché se non l’avessi fatto non avrei avuto la possibilità di entrare nella LUISS. Il mondo del calcio è pieno di illusioni e promesse che non vengono mantenute, credo che crearsi una carriera accademica parallela permetta di dare il meglio di se stessi in entrambe le cose”.

Raccontaci le tue prospettive future, sia dal punto di vista calcistico che lavorativo

“Per il futuro spero di riuscire ad aiutare i miei compagni ad arrivare più in alto possibile in questo campionato di Promozione, andando avanti il campo ci dirà a cosa possiamo ambire. La squadra è molto forte ma soprattutto è una famiglia dentro e fuori dal campo. In ambito accademico spero di sfruttare al meglio le moltissime possibilità che questa università offre quotidianamente. Spero che il calcio resti sempre al centro della mia vita,  anche un domani, ma dovrò guadagnarmelo giorno per giorno, passando per la laurea”.

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