Etica e talento riqualificheranno l’Italia?

  • 14/11/2017

Se è vero che lo sport è un’espressione della società, la mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali va letta in un’accezione più ampia rispetto a quella puramente calcistica e di risultato che ci vede esclusi dalla spedizione in Russia dopo il doppio e sterile confronto con la Svezia.

Certamente, non è nei nostri compiti fare un’analisi tecnica della partita, in quanto il campo ha già dato le sue risposte, ma è nella nostra etica cercare di dare un contributo affinchè venga valorizzato il talento, perché sono proprio queste le parole che da sempre accompagnano la nostra mission e la nostra vision. E questo tanto a livello accademico quanto a livello sportivo.

Ovviamente è legittimo chiedersi se, in un mondo nel quale gli interessi economici offuscano programmazione e cultura sportiva, sia ancora possibile riuscire a far conciliare due parole come etica e talento ma la nostra esperienza, che vede da anni la SSD LUISS patrocinata dal MECS -ente promotore dei valori fondamentali dello sport e della sua essenza educativa, formativa e sociale- oltre che partner ufficiale del progetto “I Semi dell’Etica” (attraverso il quale si vuole trasmettere ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, l’importanza dei sani principi di lealtà, correttezza e fair play) rafforzano le nostre convinzioni e il nostro operato.

È altresì legittimo, o per meglio dire doveroso, riflettere anche sul perché ci sia un elevato e precoce tasso di abbandono dall’attività sportiva e, dunque, come evitare che giovani promesse si ritrovino davanti all’antipatico dilemma della scelta tra sport e studio.

Anche in questo caso, sebbene ci sia molta e giustificata titubanza a livello generale, noi come SSD LUISS siamo fiduciosi perchè i nostri sforzi, come quelli messi in campo per l’assegnazione delle Borse di Studio per gli studenti-atleti, nonché il programma della Dual Career vanno proprio nella direzione di permettere allo studente di maturare un’eccellente formazione accademica e di proseguire allo stesso tempo il proprio percorso sportivo, auspicandogli vittorie e successi a livello nazionale quanto internazionale.

Riguardo a quest’ultimo contesto, a noi molto familiare per via degli innumerevoli accordi internazionali con le migliori Università del mondo che ci permettono di offrire ai nostri studenti esperienze Erasmus o di Double Degree, ci piace ricordare che i c.d. “stranieri”, “oriundi” (condizioni reciproche per i nostri concittadini che si trovano all’estero) devono essere visti come un’opportunità e non anche come una minaccia quando il contributo è serio, reale e volto ad apportare un plusvalore in nome di un senso di appartenenza forte e sentito.