Mente e corpo: un connubio perfetto

  • 06/07/2018

“Mens sana in corpore sano” scriveva il poeta Giovenale nella Roma antica, come se già fosse chiaro il fatto che la mente ricopra un ruolo di primaria importanza in materia di sviluppo fisico. Questa consapevolezza, il presupposto che mente e corpo possano, anzi debbano, lavorare in sincronia per l’ottenimento di risultati ottimali, è stata e continua a essere una costante di numerosi studi scientifici. Tra questi possiamo ricordare l’esperimento di Pavlov (anche se non si tratta di una sperimentazione in campo sportivo), nel quale è emersa una correlazione tra gli stimoli mentali e le reazioni corporee; venne scoperto il legame tra uno stimolo condizionato e la sua reazione, il riflesso condizionato.

Perché è importante tutto questo?

È di fondamentale importanza giungere ad una semplice, ma indispensabile, conclusione: mente e corpo non possono, e non devono, essere considerati come elementi separati. E se questo è vero per le “persone comuni”, che puntano al raggiungimento di un equilibrio psicofisico e alla conquista di un generale stato di benessere, ciò è ancora più vero per gli atleti e per gli sportivi di alto livello.
Non solo muscoli, ripetizioni e velocità, quindi, ma anche determinati esercizi mentali risultano essere elementi imprescindibili per la riuscita nella propria disciplina. Tra questi “allenamenti mentali” possiamo citare per esempio la tecnica della visualizzazione, la cui spiegazione è tanto semplice quanto geniale: far immaginare (appunto visualizzare) all’atleta le varie situazioni in cui potrebbe trovarsi, per innescare una reazione corporea sulla quale si potrà lavorare per ottenere miglioramenti. La stimolazione mentale induce cambiamenti fisiologici e reazioni muscolari anche quando l’atleta, nel concreto, non sta eseguendo alcun tipo di movimento.

Nella semplicità di questa reazione causa-effetto si nasconde, forse, la più importante delle premesse: il corpo può raggiungere qualsiasi obiettivo la mente si prefissi. Essere campioni nel corpo non è sufficiente; occorre essere, prima, campioni con la testa. Se non si ha una giusta mentalità, se non si desidera il successo con ogni neurone, prima, e con ogni fibra muscolare, poi, sarà pressoché impossibile diventare dei fuoriclasse.

Per avere bisogna fare.
Per fare bisogna essere.
Questo è il segreto del successo.