Volley Maschile, trionfo e gloria: la promozione in Serie D adesso è realtà

  • 17/05/2019

Ce l’abbiamo fatta: la promozione in Serie D è realtà! Ancora nelle nostre menti l’ultima azione di una lunga stagione piena di passione ed emozioni: Floris serve Tofoli, che dà una super palla a Frassinetto, il quale – senza muro avversario – la schianta a terra. Ad accompagnarlo, un tifo assordante che non ci ha lasciati neanche un minuto.

L’avevamo promesso: volevamo vincere e non c’erano dubbi che sarebbe stato così, data la concentrazione dei membri della squadra. La voglia di Serie D traspariva dai loro sguardi durante il riscaldamento. Onore al Volley Maschile, che batte il Victoria Volley 3-0 in un’ora e mezza e torna, dopo due anni, nella categoria che gli appartiene.

Dato l’importante risultato ottenuto, vogliamo dedicare a ognuno di loro il giusto spazio.

Ettore Giolai: veniva da anni di stop ma sin dalla fase di selezione ha sempre mostrato tanta voglia di giocare, riprendere la forma e prendersi un posto nel sestetto. Infatti, con pazienza e costanza quando l’allenatore lo ha chiamato in campo, si è sempre fatto trovare pronto, dando il suo contributo e facendo anche punti pesanti.

Alessandro Bianchini: “Bianco”, classico romagnolo frizzante e sempre di buon umore. La sua leggiadria l’ha portata anche nel rettangolo di gioco quando è stato chiamato in causa da coach Narduzzi, caratterizzandosi durante il campionato per l’uomo che concludeva sempre i match. Sempre suoi gli ultimi punti.

Giuseppe Canalicchio: l’uomo del “tutto pagato”, al suo secondo anno in squadra ma per personalità e professionalità sembra essere uno dei veterani. Si è inserito subito nello spogliatoio e ha sempre pensato al bene del team. Sempre pronto e carico quando è stato chiamato in causa e di certo uomo spogliatoio. Servirebbe un Peppino in ogni squadra per avere un team coeso e con valori.

Edoardo Gragnola: “Dudu”. Che dire sul suo conto, una branda, un muro, un centrale che fa la differenza costantemente, padronanza del campo e forza fisica lo contraddistinguono principalmente. Tra gli innesti più forti che ci saremmo potuti augurare. In silenzio dava la carica mostrando a tutti cosa vuol dire essere un centrale nella pallavolo.

Matteo Picconeri: per lui è stato un ritorno alle origini, fortemente voluto dal capitano Tritto ha portato carica ed entusiasmo. In campo ha sempre lottato su ogni pallone dando il massimo ed è stato ripagato nell’attesa e nei sacrifici di inizio stagione. A dimostrazione del suo impegno e del suo attaccamento a questa squadra, ha fatto tutto il possibile per presenziare la finale trovandosi per motivi personali all’estero.

Niccolò De Marco: Il numero 10, forse la più bella stagione che ha giocato con la maglia bianco azzurra. Di lui abbiamo apprezzato il grandissimo miglioramento in concentrazione e gestione dei momenti della partita. Perfetto e fondamentale in diverse partite del campionato, spesso ha preso la squadra per mano e l’ha portata alla vittoria.

Marco Pannuti: finalmente ha potuto giocare la stagione nel ruolo a lui più gradito, quello di centrale. Si è tanto divertito durante tutto l’anno, veniva da un anno di stop e la sua assenza si è fatta sentire. Ragazzo silenzioso che vuole ottenere sempre il massimo dalle sue prestazioni e sempre pronto a migliorarsi quando commetteva degli errori. In questa finale è stato perfetto, una qualità tanto in battuta quanto nelle fasi di gioco di livello superiore.

Alessandro Tofoli: il rinforzo che serviva. Ha messo a disposizione di squadra e staff la sua esperienza, un ragazzo abituato a giocare partite importanti e che non vede l’ora di giocarle. Si è contraddistinto per intuizione e intelligenza in campo, non ultimo l’incredibile schiacciata messa a segno nella finale. È entrato velocemente nel gruppo e ha contribuito a dargli una propria identità vincente.

Gianluca Floris: un investimento per il futuro, le sue qualità sono notevoli e si è alternato molto bene con Tofoli a palleggio dando sempre sicurezza e tranquillità ai giocatori in campo. Sempre pronto a dare il suo contributo per la squadra.

Stefano Vitiello: un po’ la mascotte della squadra, è al suo terzo anno in luiss e sebbene quest’anno non è stato molto continuo nel rendimento, ha contribuito in questa magnifica scalata. Ha sempre fatto il suo e fatto divertire i suoi compagni stemperando gli animi durante il corso della stagione.

Valerio Fucci: “Red”. Causa infortunio alla spalla, il suo campionato è finito molto presto. Valerio, però, è un ragazzo che ha sempre impressionato per elevazione e grinta a ogni punto messo a segno.

Daniele Mioduszewski: per tutti Danielino, ama questo sport e non ne vuole fare a meno. Ne ha passate tante in questa squadra ed è sempre disponibile in allenamento così come in partita.

Lorenzo Pastorelli: il primo 2000 del volley Maschile. La scommessa di mister Narduzzi e del secondo Dal Soglio. Hanno sempre creduto in lui e hanno investito tempo per aiutarlo a migliorare. Il futuro è tutto suo, ha margini di crescita notevoli e il ruolo di centrale sembra esserselo fatto proprio. La strada è lunga ma con questo impegno avrà grandi soddisfazioni.

Carlo Alberto Frassinetto: “Caf”. L’uomo che ha messo a segno l’ultimo punto di una stagione emozionante. Ha goduto di una forte intesa con il palleggiatore Tofoli riuscendo a contraddistinguersi per schiacciate degne di nota e battute non certo da prima divisione. Ragazzo responsabile, professionista che ha sempre dimostrato forte attaccamento alla maglia, allenandosi con costanza e impegno, anche quando fisicamente non era al massimo.

Valentino Mazzariello: un fuori classe. Il rinforzo che più è servito quest’anno, forse l’MVP dell’intera stagione. Con la sua barba lunga e il suo fare partenopeo intimoriva gli avversari che rimanevano inermi alle sue schiacciate simili a saette che non lasciavano scampo. La finale playoff è tutta sua, ace, schiacciate, esultanze, tutto dalla sua parte.

Andrea Giachi: uno della vecchia guardia, anima frizzante e divertente, gli basta poco per accendersi come una miccia ma non per questo perde la concentrazione anzi, da sempre il meglio di se. Sebbene quest’anno a metà campionato ha dovuto lasciare per motivi lavorativi, è sempre venuto a sostenerci ed ha sempre voluto essere informato sui risultati.

Giovanni Abbronzino: il libero della squadra, l’anima del gruppo sempre lì al centro a prendere tutte le palle sporche e a dare la carica ai suoi compagni. È un senatore e non ha certo bisogno di presentazioni. Passano gli anni, aumentano gli impegni lavorativi, ma state certi, lui sarà sempre al campo pronto ad allenarsi e a giocare per onorare la maglia. Professionista vero.

Luca Tritto: il capitano. È giusto concludere le pagelle esaltando quello che è il nostro capitano. La maglia la sente cucita addosso e svolge un ruolo fondamentale in campo e fuori. È la figura di riferimento per i giocatori e per lo staff, sempre pronto al dialogo e a risolvere i problemi dello spogliatoio. Il primo ad entrare al campo di allenamento e l’ultimo ad uscire. Da immortalare la standing ovation che gli ha tributato tutto il tifo ieri durante la finale quando, entrato nel terzo set, ha fatto un muro da manuale. Applausi scroscianti per lui e tutti meritati. Non dimenticherà facilmente questa notte.

Lorenzo Narduzzi: il coach che ha permesso la realizzazione di questo sogno. Sa come gestire il gruppo, fa esprimere tutti nel migliore dei modi tutti. Quando le cose non vanno bene, è il primo a richiamare all’ordine. I risultati sono dalla sua, ha sempre fatto bene e vinto. Nel suo palmares non ci sono retrocessioni.

Christian Dal Soglio: il vice che però ha dimostrato di essere pronto. Grazie alla sinergia creata con l’allenatore è riuscito a mostrare personalità e competenza, coadiuvando il mister nelle scelte tattiche. Soprattutto, lo ricorderemo per l’impegno messo a disposizione della squadra. In particolare a favore dei più giovani, alla loro prima esperienza agonistica.

Bruno Cappa: serviva un uomo di fiducia come dirigente e meglio di lui non poteva esserci. Un ragazzo che fa della disponibilità e dell’amicizia uno stile di vita. Sincero e corretto, si è sempre sacrificato per la squadra, gestendo bene il ruolo da dirigente. Si è messo a disposizione trovando sin da subito una grande alchimia con il team manager Francesco Sciabica

Francesco Sciabica: il factotum della squadra. Al terzo anno in squadra, ha sempre messo passione in ogni match come fosse lui a scendere in campo. Il bene e l’interesse della squadra sono sempre stati la sua priorità.