Le acque del Po si sono trasformate ancora una volta nel palcoscenico di un evento straordinario capace di intrecciare sport d’élite, storia e visione per il futuro: la II Sebago Rowing Cup. In un contesto di altissimo livello agonistico e dal forte valore simbolico, il Team Luiss Canottaggio UPMC Salvator Mundi ha confermato la propria leadership nel panorama remiero universitario, guidato dalla straordinaria classe di Matilde Paoletti, simbolo del programma Luiss Sport Academy.
A tracciare la rotta e a trascinare la squadra con grinta, eleganza e rigore tattico è stata Matilde Paoletti, atleta di punta del programma universitario e punto di riferimento per il canottaggio Luiss, Matilde ha offerto una prestazione di altissimo profilo, dimostrando ancora una volta come determinazione, talento e disciplina possano fondersi in un connubio vincente. La Luiss Top Athlete ha dichiarato:
“Secondo me, ogni sport è una forma d’arte. A maggior ragione il canottaggio, perché si svolge in un ambiente bellissimo, all’aria aperta, sull’acqua: che sia un lago, un fiume o il mare… Soprattutto, perché è una disciplina che mette in mostra il movimento, la sincronia, e anche solo per questo rimanda ad un qualcosa di artistico. A differenza di molti sport moderni, poi, il canottaggio possiede una tradizione centenaria. In Italia magari non è diffuso quanto in altri Paesi, dove esiste una grande cultura legata ai college e alle barche lunghe. Ma anche noi abbiamo una storia importante, in particolare nelle barche corte, e oggi stiamo cercando di sviluppare sempre più anche il canottaggio femminile.
Sono molto orgogliosa di essere una studentessa-atleta. La Luiss mi supporta molto in questo percorso, anche perché mi sono trasferita nel Nord Italia proprio per potermi dedicare completamente al canottaggio. Riuscire a bilanciare le due dimensioni è fondamentale e credo che lo sport sia anche un ottimo modo per imparare a organizzarsi meglio nello studio e portare avanti parallelamente una dual career.
Molti coetanei che non remano mi raccontano che fare un’ora di sport, magari due o tre volte alla settimana, li aiuta a staccare dall’intensità dello studio universitario. A me viene da sorridere, perché nel mio caso accade esattamente il contrario. Allenandomi due volte al giorno, è lo studio a diventare il momento in cui stacco dallo sport. Mi è sempre piaciuto studiare, quindi considero il tempo che dedico a giurisprudenza come una forma di focus mentale: un modo per continuare ad allenare la testa.
Il bilanciamento perfetto, per me, sta nell’equilibrio tra mente e nel corpo. Il talento serve, ma non basta. Servono costanza e allenamento. I risultati possono non arrivare immediatamente e bisogna essere disposti a costruirli attraverso un lavoro molto più lungo del previsto. Le gare internazionali si concentrano prevalentemente nel periodo primaverile ed estivo, ma la maggior parte del lavoro viene fatta durante l’inverno. Quando qualcuno guarda una gara vede i duemila metri, vede lo sforzo e, se tutto va bene, vede la vittoria. Ciò che non vede sono tutti i chilometri che ci sono dietro, persino quaranta al giorno, insieme al lavoro in palestra e a quello sul remoergometro. Per questo, al di là del fisico, la parte fondamentale è la mente.
Anche per questo sono felice di essere qui a Torino. È una città che ho scoperto proprio grazie al canottaggio e alla quale, ormai, sono affezionata. In questi spazi, ritrovo molto della tradizione storica del nostro sport. Ci sono equipaggi differenti, persone che praticano il canottaggio soltanto a livello universitario e altre che lo fanno agonisticamente, squadre provenienti da realtà diverse… C’è un ambiente internazionale e, soprattutto, una voglia reciproca di mettersi in gioco. Sono felice di rappresentare la Luiss, anche perché l’università mi sta permettendo di continuare il mio percorso sportivo al meglio, attraverso il progetto Luiss Top Athlete“.
La sua prova alla Sebago Rowing Cup incarna alla perfezione lo spirito del modello di Dual Career promosso dall’Ateneo: conciliare l’eccellenza negli studi con il massimo livello agonistico. Con leadership naturale e una tecnica impeccabile sulle acque romane, Matilde Paoletti si conferma una delle interpreti più brillanti del canottaggio italiano universitario, punto di riferimento per i compagni e orgoglio per l’intera community Luiss.
