Top Athletes, parola a Capitan Datome: “Lo sport ha bisogno di cambiamento, Luiss esempio da seguire”

  • 25/09/2020

Oltre che uno dei nuovi Luiss Top Athletes, Gigi Datome è un’istituzione del nostro basket. Il capitano della Nazionale ha alle spalle tre stagioni in NBA e un’esperienza al Fenerbahce che lo ha visto laurearsi campione d’Europa. Impegnato nel sociale e nella politica sportiva, il neo studente-atleta dell’Ateneo non è mai banale nell’analizzare lo status quo del mondo dello sport ed è molto carico per la sua Dual Career in Luiss.

Gigi, il giorno della presentazione con l’Olimpia hai dichiarato di voler vincere qualcosa in Italia ed è subito arrivata la Supercoppa: possiamo dire che essere diventato un Top Athlete ti ha portato fortuna? 

Sì, decisamente (ride, ndr). La stagione è iniziata nel migliore dei modi e sono contentissimo per la vittoria del primo trofeo. Adesso, però, si archivia tutto e si pensa al futuro.

Ecco, nel tuo futuro ci sono anche gli esami universitari e non solo quelli sul campo: sei carico per questa nuova sfida?

Mi è sempre piaciuto allenare la mente, oltre che il corpo, e il lockdown mi ha portato a riflettere sul tempo libero che non sempre viene sfruttato in maniera costruttiva. Così ho deciso di iniziare un percorso universitario, vediamo se sarò bravo a portarlo avanti. Sono molto motivato, quindi credo proprio che troverò il tempo e le energie per farcela.

E cosa ti ha spinto a scegliere il corso di Economia e Management? Ti piacerebbe intraprendere una carriera dirigenziale un giorno?

Il vero motivo della scelta è la curiosità di scoprire da cosa sono attratto. Questo corso mi può dare un’infarinatura migliore su rami del sapere che conosco poco, permettendomi di rimanere nel basket o portandomi a fare tutt’altro. Tanti giocatori arrivano a fine carriera e non sanno come reinventarsi, io vorrei essere contento di quello che faccio, qualunque cosa sia.

Dalle tue parole si evince la convinzione dell’importanza di coniugare lo studio con l’attività sportiva…

Un percorso parallelo sport-studio può solo far bene alla persona, prima che all’atleta. I giocatori devono essere pronti ad affrontare la transizione alla loro seconda vita, una volta conclusa la carriera. Ci stiamo ragionando anche con l’ELPA, l’associazione dei giocatori di Eurolega di cui sono Presidente.

E cosa ne pensi invece del passaggio al professionismo e delle difficoltà che incontrano i giovani cestisti?

Questo è un bel tema: spesso sento dire che in Italia mancano i giovani forti, ma non è così. I nostri ragazzi sono anche più bravi dei pari età europei. Soffriamo, però, il salto dalle giovanili al professionismo, soprattutto perché in Italia c’è fretta e si dà tanto peso ai risultati a corto raggio. Credo che sia il momento di cambiare qualcosa in termini di mentalità, o almeno di provarci. 

Secondo te, in questo discorso si inserisce anche la difficoltà di coniugare sport e studio?

Certamente, è una questione culturale. Purtroppo, in Italia spesso si trascura anche il diploma pur di spingere i giovani talenti al professionismo. Invece, lo studio non andrebbe mai abbandonato e i ragazzi più volenterosi andrebbero supportati. Anche per questo la Luiss rappresenta un esempio da seguire. 

Pensi che un impegno diffuso in questa direzione potrebbe generare il cambiamento di cui lo sport italiano ha bisogno? Credi che la NCAA sia un modello da cui prendere spunto?

Una crescita complessiva può sicuramente portare benefici alle generazioni future. Secondo me, è molto difficile replicare il modello NCAA, ma si potrebbero ideare dei campionati alternativi, specializzati per certe fasce d’età.

Da capitano della Nazionale, sei un esempio dell’Individual Accountability che coach Messina ha recentemente citato in un webinar con i nostri studenti. Cosa rappresenta per te questo ruolo?

Indossare la maglia della Nazionale è bellissimo, farlo da capitano è un valore aggiunto. Mi piace guidare il gruppo e spingerlo a lavorare con serietà, sono molto orgoglioso di poterlo fare in azzurro.

Che consigli daresti ai cestisti delle nostre squadre?

Direi loro di porsi obiettivi ambiziosi e di fare di tutto per raggiungerli, con coraggio e tanta voglia di lavorare.

Ringraziamo Capitan Datome e gli facciamo un grande in bocca al lupo per la sua Dual Career in Luiss!